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Il simbolismo nella Pittura Neorupestre di Andrea Benetti
Posted on : August 7, 2012 Author : Andrea_Benetti


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 COMUNICATO STAMPA

TITOLO DELLA MOSTRA DI PITTURA: “Il simbolismo nella Pittura Neorupestre”

ARTISTA: Andrea Benetti

OPERE: 42 opere scelte 2008/12

A CURA DI: Dario Scarfì, Gregorio Rossi e Sabrina Collina

LUOGO: Montevergini – Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Siracusa

INDIRIZZO: via Santa Lucia alla Badia 11 – Siracusa (Ortigia)

CON IL PATROCINIO DI: Regione Siciliana, Provincia di Siracusa, Comune di Siracusa, Friends of the Johns Hopkins University, Istituto Europeo Pegaso, M.A.C.I.A. Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America

INAUGURAZIONE: lunedì 13 agosto > 18,30

Le opere saranno in esposizione dal 13 agosto al 16 settembre 2012

ORARI: 10:00 - 13:00; 16:00 – 20:00. Domenica e lunedì chiuso. Entrata libera

INFORMAZIONI: tel. +39 338 9290128 - +39 931 24902

SITI WEB: www.andreabenetti.comwww.andreabenetti-foundation.org

CATALOGO: “Il simbolismo nell'arte Neorupestre” a cura di Dario Scarfì, Sabrina Collina e Gregorio Rossi – MediaBrain Edizioni – 92 pagine - clicca qui per consultare il catalogo on line

Ore 18:30 > 13 agosto inaugurazione alla presenza di Andrea Benetti

Nel corso della serata il concerto dei maestri Francesco e Laura Briganti

PRESS RELEASE

TITLE OF PAINTING EXHIBITION: “The symbolism in Neo Cave Painting”

ARTIST: Andrea Benetti

WORKS: 42 selected works 2008/12

CURATED BY: Dario Scarfì, Gregorio Rossi e Sabrina Collina

PLACE: Montevergini – Siracusa Civic Gallery of Contemporary Art

ADDRESS: via Santa Lucia alla Badia 11 – Siracusa (Ortigia)

SUPPORTED BY: Regione Siciliana, Provincia di Siracusa, Comune di Siracusa, Friends of the Johns Hopkins University, Istituto Europeo Pegaso, M.A.C.I.A. Museum of Contemporary Italian Art of America

SHOW OPENING: monday August 13 > 18,30

The works will be on display from August 13 to September 16, 2012

OPENING: Tuesday to Sunday 10:00 > 13:00 and 16:00 > 20:00 - Free entrance

INFORMATION: tel. +39 338 9290128 - +39 931 24902 nt>

WEB SITES: www.andreabenetti.comwww.andreabenetti-foundation.org

CATALOGUE: “The symbolism in Neo Cave Painting” curated by Dario Scarfì, Sabrina Collina e Gregorio Rossi – MediaBrain Edizioni – 92 pagine - click here to see the catalogue on line

August 13th > 18:30 - Show opening by artist Andrea Benetti

The evening includes a live concert by Francesco and Laura Briganti

PER INTERVISTE E/O INFORMAZIONI

ANDREA BENETTI

Studio: via F. Zanardi, 56/4 – Cap 40131 - Bologna - Italy Mobile +39 338.9290128 - E-mail: info@andreabenetti.com Web: www.andreabenetti.comwww.andreabenetti-foundation.org

"Andrea Benetti, dopo aver presentato alla 53. Biennale di Venezia il "Manifesto dell'Arte Neorupestre", sta riportando la sua pittura Neorupestre alle origini, ovvero all'interno di grotte e similari (a Castellana Grotte la mostra che ha realizzato dentro alla caverna "la Grave" è entrata a far parte del programma di ricerca sull'arte contemporanea dell'Università del Salento e prossimamente dovrà affrescare il tunnel delle Grotte di Frasassi). In alternativa al "ritorno alle origini", realizza mostra di grande rilievo, in luoghi istituzionali, quali musei, sale Comunali, università, palazzi di importanza storica, ecc.

La mostra a Montevergini, la galleria d'Arte Contemporanea di Siracusa, rientra in questa seconda parte dell'attività espositiva di Andrea Benetti. A Siracusa saranno esposte 42 opere, in maggioranza di grande formato e sarà focalizzata l'attenzione su quello che è, a tutti gli effetti, un neo-simbolismo, creato dal pennello di Andrea Benetti, in cui dagli ominidi stilizzati, alle forme embrionali e/o palesate, attraverso una geometria propria dell'artista sono gli attori dell'opera, ma al tempo stesso elementi a sè stanti, quasi isolati nella loro forma interiore. Andrea Benetti è molto apprezzato da musei ed istituzioni per quella che va oltre la pittura e diventa ricerca, cultura, creazione; ed è per questo che a marzo è stata acquisita una sua opera nella Collezione del Quirinale e subito dopo dal Museion di Bolzano ed a settembre donerà di persona, una sua opera dedicata a Wojtyla, al Papa, per le Collezioni del Vaticano. Senza contare le acquisizioni antecedenti di musei ed istituzioni che già precedentemente annoveravano un'opera di Benetti, tra cui, una per tutti, la Segreteria Generale dell'ONU, nel palazzo di Vetro a New York."

La forza dei simboli”

Quando vidi per la prima volta l'arte di Andrea Benetti, rimasi colpita dalla carica che quella tipologia di dipinto, realizzato su bassorilievo, sprigionava, mutuando in maniera elaborata ed intelligente, quella che è l'origine della pittura, ovvero la pittura rupestre.

Le figure possono fungere, all'interno della tela, da simboli isolati, come fossero reperti di una catalogazione archeologica, oppure essere inserite in un contesto dinamico, che le anima, quasi a farle rivivere oltre il valore simbolico, che esse rappresentano.

Grande intuizione di Andrea Benetti quando mi disse che ormai viviamo in una società in cui non si legge più, si studia a fatica e, quindi, come nelle popolazioni che non hanno un linguaggio, i simboli assumono una strabiliante importanza.

Andrea Benetti si diverte a mescolare simboli vecchi e nuovi; simboli propri del patrimonio umano uniti a bizzarre intuizioni ed invenzioni, che egli elabora a volte istintivamente ed altre attraverso uno studio approfondito dei segni e della stilizzazione che questi possono offrire. Le figure di animali carpiti all'arte della preistoria, quali i cavalli, i bisonti, i mammut, i rinoceronti e tanti altri, rappresentati insieme a figure geometriche di varia forgia, concatenate tra loro e caratterizzate da colori che non sono mai scontati, sembrano evocare qualcosa che va oltre la percezione cromatica delle figure, per divenire una specie di rito delle forme, che celebra un'antica spiritualità pagana.

Creare un neo-simbolismo che mescola le geometrie dell'astrattismo, alla stilizzazione di forme esistenti, fino ad ombreggiarle e renderle un figurativo puro, è una delle caratteristiche più affascinanti della pittura di Benetti, che gioca con le forme ed i colori, quasi a creare un puzzle, che abbia come risultato immediato l'armonia ed attraverso essa possa comunicare un messaggio, spesso solo per chi lo saprà cogliere.

Mi capita, ammirando le opere neorupestri di Andrea Benetti, di pensare che spesso siano dei “mitogrammi”, ovvero un insieme di simboli animati da un discorso. Come scrive Julien Ries, riferendosi al mitogramma, nel suo libro “L'uomo e il sacro nella storia dell'umanità”, edito da Jaca Book: “Il suo significato simbolico, legato al discorso, scompare nello stesso momento in cui scompare il discorso. Tra le figure non esiste concatenazione; non avviene la traduzione degli atti che muovono le figure, non c'è un nesso lineare: la concatenazione è a carico del commentatore. Le figure giustapposte non hanno alcun riferimento al tempo e allo spazio. Nel Paleolitico superiore questo fenomeno e press'a poco costante. In un contesto mitografico le figure servivano a fornire un punto di riferimento visivo a coloro che conoscevano i protagonisti del mito.” Leggendo queste parole del Ries, verrebbe da pensare che per molte opere di Benetti, vi sia dietro un discorso da fare e che, senza di esso, le figure che sarebbero protagoniste di una vicenda od anche di un ragionamento, restino prive di quelle parole come sospese in una condizione senza spazio e senza tempo, avvolte dal mistero, proprio della pittura delle caverne. Per finire, non posso esimermi dall'elogiare la ricerca cromatica che Andrea Benetti elabora nelle proprie opere. In alcuni casi verrebbe da definirli colori irripetibili, nati empiricamente da una concatenazione di colori, che portano sempre più lontano il confine del ripetibile. Colori che tra loro stonerebbero volentieri, ma che sono messi in armonia perfetta da un terzo colore ed un quarto... e così via, fino ad arrivare a sinfonie composte da una decina di fattori cromatici inseparabili tra loro, in quanto compatibili soltanto nell'insieme. Si possono attingere tante simbologie nella pittura di Andrea Benetti: nei colori, nelle forme, nella storia e nelle atmosfere criptiche che sa evocare, quasi a ricreare quella magia, quel mistero, propri della pittura delle origini, che questo grande artista ci fa rivivere ad ogni sua nuova mostra.

Sabrina Collina Presidente I.A.P. Italian Art Promotion Curatrice d'arte indipendente

The force of symbols”

The first time I saw Andrea Benetti’s artwork, I was struck by how much energy that kind of bas-relief painting produced, as it intelligently and carefully manipulates the very origin of painting, that is, cave painting.

The figures on the canvas can act as isolated symbols; items in an archaeological catalogue, or they can be included in a dynamic context that brings them to life, as if to animate them and give them meaning that goes beyond their symbolic value.

Andrea Benetti was remarkably insightful when he pointed out that we live in a society that doesn’t read anymore and people barely manage to continue their studies, so like the populations that have no common language, symbols take on momentous importance.

Andrea Benetti amuses himself by mixing old and new symbols; he combines universally understood signs with bizarre ideas and inventions, that he sometimes instinctively employs and other times runs them through extensive study to see what they can achieve. Animal figures borrowed from prehistoric art, horses, bison, mammoths, rhinoceroses and many others, are depicted alongside various geometric figures, bonded together and depicted in colors that are never obvious. They seem to evoke something that goes beyond a mere chromatic perception of the figures, and become a sort of ritual of shapes, that celebrates some ancient pagan spirituality.

One of the most fascinating characteristics of Benetti is his ability to create neo-symbolism that mixes the geometries of abstractism with the stylization of existing shapes, adding shadows and bringing them to pure figuratism. He plays with shape and color, as if creating a puzzle, who’s first result is harmony, through which he can communicate a message, often accessible only to those know how to grasp it.

As I gaze upon Andrea Benetti’s New Cave Art, I sometimes think his figures are “mythograms”, a set of symbols that are animated by a story. Julien Ries wrote about mythograms in his book “Men and the Sacred in the History of Humanity”, edited by Jaca Book: “Its symbolic meaning, tied to the story, disappears precisely when the narration disappears. There is no connection between the figures; the translation of what makes the figures move is gone, there is no linear link: the connection must be provided by a narrator. The figures have no reference to space and time. In the Upper Paleolitic era this phenomenon is omnipresent. In a mythographic context t he figures were used to give a visual reference point to those who understood the characters of the myth”. Having read Ries’ words, I tend to think that for many of Benetti’s works, there must be a story behind them and that without it. The figures who should be the main characters of a story or a thought, end up losing the force of those words and are frozen in a timeless condition outside of space, wrapped in mystery, just like cave paintings.

In conclusion, I cannot forget to praise the chromatic research that Andrea Benetti has used in his works. In some cases his colors can only be defined as unrepeatable, born empirically from a combination of paints, that stretch the limits of the repeatable further and further. Colors that would look terrible together are brought together and perfectly harmonized by a third color and a fourth ... and so on, until he reaches symphonies of chromatic factors that are inseparable, because they are compatible only if seen together. Many symbolisms can be perceived in Andrea Benetti’s painting: in the colors, shapes, stories and cryptic atmospheres that he manages to evoke, as if he were seeking to recreate that magic, the mystery of those very first paintings, and he transmits them to us, his audience, when we experience each new exhibition.

Sabrina Collina President I.A.P. Italian Art Promotion Indipendent curator

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